1°RADUNO MONDIALE
Da che parte si comincia? Non è mica facile raccontare le emozioni che i tanti (ma davvero tanti!) appassionati hanno provato nella tre giorni valdostana…
Allora, proviamo: si potrebbe cominciare dicendo che il “Numero Uno” (non solo quello che portava sulle fiancate) è sempre lui: Sandro Munari, uno al quale non riesci a dare l’età, ma basta guardarlo per capire che con uno così sei destinato a perdere anche se giochi a biglie sulla spiaggia… E il Drago di Cavarzere era lì, con la stessa Stratos con la quale si impose al Rally di Montecarlo del 1977, e nonostante siano passati esattamente trent’anni, il suo stile di guida è rimasto quello di allora (chiedere al pubblico che ha assistito ai suoi passaggi…)
Che al volante della Stratos che partecipò al Safari Rally in Kenya nel 1977 c’era un certo Mauro Pregliasco, che alla guida della Stratos Alitalia in livrea 1975 c’era Federico Ormezzano…
Oppure si potrebbe cominciare dicendo che lungo i tornanti del Colle San Carlo, sembrava di essere tornati indietro nel tempo: c’era il pubblico delle grandi occasioni, quello che assiepava i muretti in pietra o che si sbracciava al passaggio dei concorrenti; c’era il frastuono tipico dei motori da rally, quel suono che apparteneva alle corse su strada, prima che l’elettronica, i turbo, i bi-turbo, le quattro ruote motrici, le termocoperte, le centraline mappate, truccate, le trasformassero in una specie di alieno video games…
No, niente di tutto questo: il rombo è ancora genuino come la gente di queste parti. Se ti fermi ai bordi di un tornante subito fai amicizia con il vicino che, senza esitare ti racconta “che lui”, le Stratos, se le ricorda bene, le ha viste e sentite nelle notti fredde del Rally della Valle d’Aosta, quando i fari illuminavano le strade ghiacciate e i bordi innevati…
Adesso ci ha portato suo figlio, perché anche lui possa capire che cos’è una vera auto da corsa!
E anche i più piccoli, ai quali la parola “Stratos” suona più come il nome di un super-eroe dei cartoni animati, si divertono un mondo nel guardare (mentre il padre ammira…) quella strana automobile rumorosa che in pochi (a dire il vero) riescono a “intraversare” facendola scivolando sulle quattro ruote…
Si potrebbe anche cominciare col dire che sono una quarantina le Lancia Stratos presenti al primo Raduno Mondiale dedicato alla “bete a gagner”: forse ci si aspettava qualcosa di più, è vero, ma complice il maltempo della vigilia (fortunatamente invece, si è avuto tempo buono sia sabato che domenica), vuoi la pigrizia di qualcuno, vuoi che la Stratos invecchia e così anche i suoi fortunati possessori…, alla fine si sono presentati i migliori, gli impavidi, i veri appassionati, quelli affetti dalla “stratosmania”!
Si potrebbe anche cominciare dicendo che, se arrivavi davanti alla "Auberge de la Maison", raccolto e raffinato albergo di Entreves, quartier generale della maninifestazione, il colpo d’occhio nel parcheggio antistante era di quelli che non si dimenticano tanto facilmente: facevano bella mostra di sé la Stratos Prototipo di Bertone, la Gruppo 4 Alitalia 1° assoluta al Montecarlo 1977, la Turbo (quella guista…) in allestimento 24 Ore di Le Mans, la splendida versione Marlboro (vettura ex-Andruet), il plurivittorioso esemplare dell’importatore francese Chardonnet (che fù di Bernard Darniche), la Silhouette Alitalia versione Giro Automobilistico 1977… Insomma, una visione stimolante che ha avuto il potere di narcotizzare i malcapitati che per qualche ora hanno così dimenticato nell’ordine: la rata del mutuo da pagare, la multa per divieto di sosta che tanto ti verrà recapitata a casa, il costosissimo regalo che dovrai fare per il tuo anniversario di matrimonio, infine il colloquio con l’insegnante di inglese che vuole bocciare tuo figlio agli esami…
L’effetto non è prolungato nel tempo: per informazioni ed effetti collaterali leggere attentamente il foglio illustrativo (stratosmania.com, naturalmente!)
Oppure potrei cominciare dicendo che sono stati numerosi i giapponesi intervenuti alla manifestazione, tutti rigorosamente muniti dell’ultimo modello di fotocamera digitale, dispensando inchini e sorrisi. Tutti simpatici, anche se, senza l’aiuto della bella traduttrice Yuko, anche noi ci saremmo potuti soltanto esibire in sorrisi ed inchini…
Ogni ospite del sol levante ha poi preso posto come passeggero su una delle Stratos partecipanti.
Poca fortuna infine per un agricoltore della zona, che pur di fare da passeggero su una leggendaria Stratos si è finto giapponese: gli occhi a mandorla sono stati giudicati irregolari da una giuria di esperti. Si trattava infatti soltanto di una irritazione…
In definitiva, appassionati o no, europei o asiatici, collezionisti o impiegati, tutti ci siamo ritrovati nella splendida cornice ai piedi del Monte Bianco, per vivere questa meravigliosa esperienza: la Stratos è sempre in grado di regalare emozioni, Munari, Pregliasco, Carello, Ormezzano, tutti nomi indissolubilmente legati alla storia dei rally.
Alla fine non so ancora come si possa iniziare a raccontare tutto ciò: certo sono sicuro di come si debba finire.
Grazie, grazie, grazie!
Grazie a tutti quelli che si sono impegnati perché questa manifestazione avesse luogo e a tutti quelli che sono intervenuti: grazie Thomas Popper, grazie Akira Harada, grazie Alessandra, Ettore e Leo Garin.
Grazie agli illustri "ex" Claudio Magnani e Pierfelice Pilippi (con il suo navigatore De Mela), ai fantastici Aldo Zanone, Fausto Ostano e Piero Spriano che abbiamo rivisto di nuovo insieme "armeggiare" sotto il cofano di una Stratos durante una improvvisata assistenza volante sul piazzale di La Thuille...
Grazie alla simpatia e disponibilità di Alessandro Carrara, felice possessore della spledida Stratos Marlboro ex-Andruet; grazie allo scatenato Borra e alla sua vissuta Stratos, grazie al sempre-verde Piero Gobbi!
Grazie a Davide Sargenini dello Sparco Shop di Torino, per aver realizzato a tempo di record le camicie di stratosmania.com viste durante il Raduno Mondiale...
Grazie ad Andrea Palmiotta per le foto gentilmente realizzate per questo servizio.
Infine grazie a Maurizio Bruna, Sergio Ferraro e Andrea Palmiotta, per aver accompagnato (e sopportato...) il sottroscritto durante la manifestazione.
Arigatò!
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