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Michele
Mininni
Per
me questa è stata senza dubbio la pagina più difficile da affrontare:
non è facile parlare di mio padre, o meglio, non è facile mettere
ordine tra i ricordi e condensare il tutto in poche righe. Impossibile
scegliere solo una parte del tempo trascorso con lui.
Eppure
ho pensato e ripensato a cosa scrivere, ma a un anno dalla sua scomparsa,
ciò che resta del passato è ancora legato agli ultimi mesi, alla
sua lenta ma inesorabile agonia, a quei pochi momenti di serenità
che ci hanno accompagnato in quel periodo.
Mio
padre era una persona meravigliosa: era.
Pronunciare,
scrivere, anche solo pensare che devo usare per lui un tempo passato,
mi impedisce di andare avanti.
Mio
padre è ancora una persona meravigliosa. Per
questo ho creduto più opportuno che a ricordarlo fossero ancora
le stesse persone che hanno scritto di lui e delle sue opere.
Spero
che tu e la mamma possiate ancora passeggiare da qualche parte tenendovi
sempre per mano. Ciao.
"Michele
Mininni possiede il senso arcano del colore, la sua opera si identifica
nello spazio che ha davanti, i momenti magici dell'autunno e della
primavera. Una pennellata rapida e mobile, la profondità dei piani,
la dimensione onirica della realtà, servono a identificare una personalità
che pochi altri posseggono."
Vittorio
Bottino
"Ha
una maturità non solamente strumentale o tecnica ma soprattutto
di pensiero: di fronte alle opere ci si accorge di essere alla presenza
di un pittore genuino, che interpreta e concepisce l'arte come percezione
tra sentimento e natura."
Giorgio
Borio
"Non
tormento creativo ma le note fresche e vive di una sinfonia pastorale,
non arraffature o ghirigori celebrali ma un dipingere con serenità
e freschezza abbandonandosi alla terra fatta di colline, prati,
montagne, torrenti.
Una pittura pulita, senza incognite, che rispecchia il suo carattere
equilibrato e sincero, difensore del bel vedere."
Antonio
Oberti
"Di
carattere schivo e riservato, Michele non amava apparire preferiva
lasciare ai suoi quadri il compito di trasmettere la poetica che
regnava nel suo cuore.
Vogliamo ricordarlo così, con il suo cavalletto, i suoi colori,
immerso in quei paesaggi che così bene sapeva rappresentare"
Alberto Vattiata
Dal
«Corriere dell'Arte» di Sabato 1° dicembre 2001
"Il 15 novembre Michele Mininni ci ha lasciati con un grande
vuoto nel nostro cuore. Era un caro amico Michele oltre che un buon
pittore che in vario modo sapeva avvicinare la natura, interpretarla
nella sua esattezza, esercitare occhi e mani accanto ad essa, scoprire
quei principi che ne sono alla base. Schivo e riservato faceva di
tutto per non apparire ma aveva l'animo di poeta, sensibile e dall'onesta
operosità, si poteva permettere un'esperienza sentimentale senza
violare il tabù dei falsi sentimentalismi. Vogliamo ricordarlo così
ancora attento alle regole dell'arte e delle emozioni, immaginarlo
nell'alta atmosfera accanto all'amata Marisa a dipingere le nubi
e lo spazio infinito."
Antonio
Oberti

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