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Raffaele Pinto

Sul finire del 1974, dopo anni di permanenza e un bilancio tutto sommato positivo, Raffaele Pinto rifiuta il rinnovo del contratto con la Fiat a causa delle tante amarezze provate nel corso di quella stagione; rinuncia anche all'offerta avanzata dall'Alfa per raggiungere in seguito, un accordo che lo riporta nella Squadra Corse Lancia, dove nutre, naturalmente, grandi ambizioni con la Stratos.
Al Rally di Montecarlo, prima prova del Campionato del Mondo 1975, Cesare Fiorio affida così a Raffaele Pinto, al francese Jean Claude Andruet e al "Drago" Sandro Munari (che alla fine trionferà lungo le strade che si affacciano sul principato) il compito di difendere i colori della Lancia. L'esordio con la Stratos non è dei più fortunati e Pinto si ritira tradito da una spessa placca di ghiaccio: stessa sorte tocca al francese Andruet.

Raffaele Pinto è nato a Casnate (Como) il 13 aprile del 1945: uomo riservato e di poche parole è un pilota dotato di grande talento: con un po' di fortuna in più avrebbe potuto raccogliere maggiori soddisfazioni.
A vent'anni intraprende la carriera agonistica gareggiando nella cronoscalata di St. Ursanne a Basilea. Corre anche in circuito dove nel '66 vince con la Fiat Abarth 595 il titolo italiano Turismo 600 cc.
I primi rally risalgono al 1968 quando si presenta, proprio al Rally di Montecarlo, al volante di una Fulvia HF. Nello stesso anno è 2° con Rossi al 999 Minuti mentre vince in coppia con Mascetti il Villa d'Este dell'anno successivo.
Il suo rapporto con la casa torinese si rifà a vecchia data: trascorre quasi cinque anni al volante della Fulvia, prima con la Zagato quando vince la 12 ore Ore di Sebring del 1968 in coppia con Claudio Maglioli (nel 69 finì secondo con Tamarazzo e Maglioli) e poi con la HF 1,6 alla 24 Ore di Daytona del 1969, ancora con Maglioli. Indimenticabile anche il suo secondo posto assoluto nella 24 ore del Nurburgring con la solita Fulvia insieme a Sandro Munari e Claudio Maglioli.
Il suo pallino per la velocità porta nel suo carnet ben cinque presenze al Targa Florio, quattro al Mugello e al Nurburgring, due al Giro automobilistico d'Italia.
Ancora gare di velocità nel 1970 ma i risultati più brillanti li ottiene nei rally con il 4° posto in Spagna in coppia con Piero Sodano.
Nel 1971 passa alla Fiat, dove al volante della 124 Spider fa coppia con Gino Macaluso (oggi Presidente della CSAI): si assicura il Campionato Europeo Conduttori del 1972 vincendo in Costa Brava, Hessen, Semperit, Polonia, Jugoslavia e Mille Minuti.
Un anno più tardi, nel 1973, in coppia con Arnaldo Bernacchini è secondo in Costa Brava e al San Martino di Castrozza. Nel 1974 vince il TAP ed è secondo all'Elba.

A partire dal gennaio del 1975 Raffaele Pinto, sempre in coppia con Arnaldo Bernacchini, è pilota ufficiale della Squadra Corse Lancia, al volante della Stratos, dove rimane sino alla fine del 1977.
Nel marzo del 1975 conquista il Rally di Sicilia tornando così a vincere con i colori della Lancia: la sua affermazione consola i vertici della Casa torinese delusi dal mancato "en plein" al Safari d'Africa, dove le Stratos concludono al 2° posto con Munari e al 3° con Waldegard.
"Quando mi sono seduto per la prima sulla Stratos ho provato una grande emozione, e credo che questo accadesse a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di guidarla; poi di ho fatto l'abitudine e ho compreso il limite di questa vettura. La Stratos era molto maneggevole nel tortuoso ma difficile da domare nel veloce. Il maggior difetto è il passo corto che unito alla larghezza della carreggiata non permette il minimo errore in velocità: quando la Stratos perde aderenza è quasi impossibile evitare il testa-coda..."
Quali sono i suoi ricordi al volante della Stratos?
"In tanti anni di corse con questa vettura ce ne sono tanti… non ce n'è uno più bello o più brutto, anzi direi che quelli brutti li ho dimenticati…"
Com'erano i rapporti con i suoi compagni di squadra?
"Più che cordiali. Con tutti. Però quando si saliva in macchina ognuno dava il meglio di se senza pensare agli altri!"
C'era collaborazione tra di voi?
"Certamente! In particolare ricordo che Bjorn Waldegard non aveva molto tempo a disposizione per venire in Italia a provare le soluzioni che sviluppavano al Reparto Corse, e voleva che la sua Stratos venisse assettata secondo le mie indicazioni. Anche se tra me e Munari le differenze di assetto erano minime il pilota svedese preferiva le mie. "

Quali erano queste differenze?
"La sensibilità di ogni pilota varia a volte in funzione di modifiche che si possono paragonare a piccole sfumature,: può esserci una leggera differenza sull'assetto che determina però un maggiore o minore sottosterzo e sovrasterzo. Sulla Stratos si aveva la possibilità di operare moltissime regolazioni e pertanto l'inserimento in curva poteva essere ritardato oppure più "secco" e preciso: io preferivo quest'ultimo anche se la guida diveniva più pesante, a causa dello sterzo che si induriva per la maggiore incidenza dell'avantreno"
Vuol dire quindi che la Stratos era facile da assettare?
"Non ho detto questo… Ho detto che la Stratos aveva la possibilità di agire sulle regolazioni dell'assetto con maggiore precisione rispetto alle altre vetture dell'epoca: trovare l'assetto però non era assolutamente cosa facile. Anche se un pilota ha molta sensibilità, ma non sa che cosa variare e soprattutto come, trovare la regolazione diventa un impresa difficilissima… Come ti ho detto a me piaceva avere un inserimento in curva molto preciso, ma per ottenere questo non bastava variare l'incidenza dell'avantreno: bisognava agire di conseguenza anche sul posteriore, altrimenti… ti intraversati anche sul dritto!"

Gli è capitato di trovarsi alle prese con un assetto sbagliato?
"Questo dipendeva quasi esclusivamente dalla variabilità delle condizioni meteorologiche tipiche della gara. Voglio dire: ci sono gare bellissime nel mondiale come il Tour de Corse, il Portogallo, l'Acropoli in Grecia, dove sbagliare l'assetto è improbabile, perché le condizioni sono di norma abbastanza costanti e l'unica incognita, se così vogliamo chiamarla, può essere rappresentata dalla la pioggia. Per l'asfalto della Corsica, dove si corre ancora oggi una delle prove più veloci del mondiale, l'assetto era quasi da pista; in Portogallo, tranne durante le prime battute in asfalto, era necessario sfruttare sulla terra la grande trazione della Stratos; sulle terribili pietraie dell'Acropoli le regolazioni erano simili a quelle utilizzate al Safari Africano. Tutt'altra cosa era trovare l'assetto giusto a Montecarlo, dove le condizioni meteorologiche possono variare di ora in ora: magari si provava sull'asciutto e durante il rally nevicava, oppure era facile trovare nelle prime ore del mattino placche di ghiaccio che si erano formate nella notte… Il Montecarlo è un rally fantastico e impegnativo se c'è neve, altrimenti è una gara come tutte le altre!"

Allora è a Montecarlo che ha incontrato le maggiori difficoltà?
"Per farti capire cosa intendo, ti racconto di quando con Bernacchini stavo provando la prova speciale del Burzet: avevamo già completato cinque passaggi, non c'era neve e pertanto montavamo pneumatici intermedi che avevamo la stessa larghezza degli slick. In cima al colle si attraversava un minuscolo centro abitato: in prossimità dell'ultima casa iniziava un rettilineo lungo all'incirca trecento metri, e proprio in quel punto si erano formate delle spesse placche di ghiaccio. I ripetuti passaggi delle vetture impegnate nelle prove, avevano scavato due rotaie… Quel tratto era logicamente il più veloce di tutta la prova e allora volevo provarlo bene. Mi rivolgo a Bernacchini e gli dico: "dai Bernard facciamo ancora un paio di passaggi in questo tratto veloce". Ricordo che eravamo in quinta piena a 180 all'ora e nonostante fossimo passati più volte su quelle placche, entro male sulle rotaie e la Stratos si intraversa… Fortunatamente controsterzo prontamente, ma a causa dell'elevata velocità con la quale eravamo sopraggiunti, la Stratos prosegue la sua folle corsa per circa centocinquanta metri perpendicolare alla strada! Quando riesco a fermarla mi giro ancora una volta verso il mio navigatore e gli dico: "per oggi basta così, torniamo in albergo!"
C'è una gara che non ha corso e che avrebbe voluto disputare con la Stratos?
"No
- risponde senza pensarci - le gare che mi piacevano le ho corse tutte"

 
Principali Risultati di Raffaele Pinto al volante della Lancia Stratos
   
   
1975 Rally di Sicilia 1° assoluto
Rally delle Alpi Orientali 5° assoluto
Rally S. Martino di Castrozza 1° assoluto
Coppa Liburna 1° assoluto
   
1976 Rally del Portogallo 4° assoluto
Rally di Sanremo 3° assoluto
   
1977 Tour de Corse 2° assoluto
   
 
     
     
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